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sabato 21 luglio 2012

Il Vittimismo

Molte persone soffrono di questo psuedo male, che si può comunemente definire vittimismo.Ma il vittimismo è uno stato sociale, ineteriore che la stessa persona che lo manifesta sviluppa in maniera costruttiva ed articolata, insomma è una vera e propria deviazione psicologica, radicata nell'ego e nell'es, che viene delineato dai più normali fino a diventari convulsi atteggiamenti verso il prossimo.Ma chi è colui che soffre di vittimismo?Solitamente si tratta di una persona che per indole ed insicurezza, è asociale di natura, non ha capacità di interazione, anzi per meglio dire non riesce ad applicarle, per il semplice motivo che non riesce ad avvalersi di scambi interpersonali, e fugge da essi, ma allo stesso tempo ne soffre e sente l'esigenza di avvicinare e rapportarsi alle persone.E' una persona debole in fondo al suo essere, e bravissima a trovare la pagliuzza nell'occhio altrui, tralasciando la foresta amazzonica abbattuta che ha nel suo!!!Quindi per creare un utopico rapporto, dove gli vengano date le attenzioni che reclama, manifesta la figura della vittima, incompresa, deprecata, dai falsi boia che tende ad animare nella sua mente insicura, ed a raccontare alla persona a cui tende a legarsi in maniera quasi morbosa, i torti, immaginari ovviamente, che ha subito.Il "vittimista" solitamente, anzi sempre, è un reo bugiardo, infatti le sue versioni sono prive di fondamento, nate dalla mania di stare al centro dell'attenzione (esigenza umana l'uomo è un animale sociale ma non tutti riescono a esserlo trasparentemente), e di deprecare ed infangare, coloro che vede come usurpatori ingiusti della popolarità (dobbiamo sempre vedere questa cosa nell'ottica del vittimista), inoltre, essendo bugiardo di natura come prima dcevo, non ha nemmeno la coscienza di ammettere le proprie colpe di fronte ai suoi immaginari boia, anzi incentra la sua "malattia sociale", infierendo contro di loro, reclamando una ragione che nemmeno Dio gli accorderebbe ne in cielo e ne tantomeno in terra.Insomma se vogliamo dirla tutta, i vittimisti camminano armati, hanno questo coltello dalla parte del manico, e più essere vittime sono tarli rosicanti di una mela sociale, mentre noi poveretti siamo le sue vittime designate. (web)

mercoledì 6 giugno 2012

Padre degli anni '80

Tu presenza assente
ancora presente...
Tu che mi hai insegnato ad essere indipendente
ed io ho imparato a non chiedere aiuto....
Tu che hai condizionato le mie scelte
ed io ho scelto uomini rendendoli insignificanti per riuscire
a sentirmi qualcuno.....
Tu che non mi hai mai detto brava
ed io per sentirlo ho messo al mondo figli.....
Tu che i tuoi silenzi sono disapprovazioni...
Tu, ancora tu.....
Tu che hai solo da insegnarmi.....
mi hai mai ascoltata?...mi hai mai amata?.....
Cosa sai di me?......
dei lunghi tentativi per amare me stessa...
dei miei cattivi umori....
le mie doti le conosci?.....
dei tuoi silenzi che rimbombano disapprovazione...
delle tue parole che indicano ogni volta qualcosa che non sono...
Tu padre degli anni '80
che hai sempre ascoltato, elogiato tutti tranne me
Io tua figlia...insignificante
cresciuta in un contesto di contraddizione
costretta a soffocare aspirazioni
mai abbastanza brava, mai abbastanza credibile
mai abbastanza.....



Non c'è più bisogno dell'abbraccio che
chiedevo un tempo
 eppur ancora ti chiedo...
 eppur ancora fai male....



mercoledì 2 maggio 2012

Le lacrime che non ha raccontato al mondo


Le lacrime che non ha raccontato al mondo

bruciano negli occhi e soffocano nella gola,

sono grida mai lanciate per non provare vergogna

per sentirsi meno sbagliata nel trascinarsi dietro

ferite invisibili agli occhi ma profonde fino al cuore.

...Un'altra pietanza sta sera, mal farcita, poco nel piatto

o forse è troppo....

pronta per un'alzata di voce o un'alzata di dito

ad indicare che qualcosa non va'

ma cosa? lei non sa mai cosa...

qualcosa che ha fatto o che non ha fatto..

qualcosa che ha detto o che non ha detto..

Lei donna affranta, lei donna umiliata, lei donna rimproverata,

lei donna sbagliata....

Le lacrime che non ha raccontato al mondo

segnano il suo viso dentro le mura di casa,

casa diventata prigione di amarezza di angoscia e di paura,

paura di un uomo che la sua fragilità nasconde dietro all'alzata di voce

o all'alzata del suo dito,

un uomo che lei chiama "marito"

che le ha trafitto il cuore e lentamente lei da sola....muore



venerdì 23 marzo 2012

La quiete dopo la tempesta

Ho sentito il battito del tuo cuore accellerare
e ho sentito il tuo respiro attendere,
 l'odore acre del sudore dimostrare la fatica di tante parole
 in un susseguirsi di sguardi e lacrime,
 i nostri inguini danzare in un intreccio disegnato dai nostri arti,
arrivare per essere esausti e i nostri sguardi a chiedere la quiete.
 Il silenzio della notte a testimoniare il nostro frastuono
che arrendevole si placa e il sonno ci prende
ed è tutto in quel presente,
così ovattato e senza più smania,
 l'inizio degli inizi.... e poi un bacio... e ancora....

I passi dei tuoi anni

Asfalto e pietre testimoni di scarpe piene di passi,
 di pensieri appoggiati sulla fronte.
 Terra e polvere si posano sui capelli e sul viso,
occhi cerchiati e labbra tiepide
 i colori del vento di orizzonti calpestati,
scolpiti sulla pelle,
 rivelano le correnti attraversate
 e appari più bella,
nuda ed essenziale.

mercoledì 14 marzo 2012