tutti i diritti sono riservati.


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è una cosa seria ed è tutelato dalla legge 248/2000, la quale prevede sanzioni amministrative e sanzioni penali.


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venerdì 23 marzo 2012

La quiete dopo la tempesta

Ho sentito il battito del tuo cuore accellerare
e ho sentito il tuo respiro attendere,
 l'odore acre del sudore dimostrare la fatica di tante parole
 in un susseguirsi di sguardi e lacrime,
 i nostri inguini danzare in un intreccio disegnato dai nostri arti,
arrivare per essere esausti e i nostri sguardi a chiedere la quiete.
 Il silenzio della notte a testimoniare il nostro frastuono
che arrendevole si placa e il sonno ci prende
ed è tutto in quel presente,
così ovattato e senza più smania,
 l'inizio degli inizi.... e poi un bacio... e ancora....

I passi dei tuoi anni

Asfalto e pietre testimoni di scarpe piene di passi,
 di pensieri appoggiati sulla fronte.
 Terra e polvere si posano sui capelli e sul viso,
occhi cerchiati e labbra tiepide
 i colori del vento di orizzonti calpestati,
scolpiti sulla pelle,
 rivelano le correnti attraversate
 e appari più bella,
nuda ed essenziale.

mercoledì 14 marzo 2012

martedì 13 marzo 2012

Donne che corrono coi lupi

Il libro che porto nel cuore e nella mia essenza......

Il libro-culto che ha cambiato la vita di milioni di donne. Attingendo alle fiabe e ai miti delle più diverse tradizioni culturali, Clarissa Pinkola Estés fonda una psicanalisi del femminile attorno alla straordinaria intuizione della Donna Selvaggia, intesa come forza psichica potente, istintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi. Clarissa Pinkola Estés, psicanalista junghiana nonché maestra indiscussa nella ricerca della felicità per milioni di donne, ripropone in una versione ampliata, aggiornata e ricca di approfondimenti l'intramontabile capolavoro di arte, poesia, psicologia e spiritualità che, dagli anni Novanta, continua ad affascinare e influenzare intere generazioni. La Donna Selvaggia, intesa come forza psichica potente, istintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi è la straordinaria intuizione che ha fondato una psicanalisi del femminile. E ha cambiato la vita di moltissime persone. Non meno originale è il metodo utilizzato dalla studiosa che, attraverso un lavoro di ricerca ventennale, ha attinto alle fiabe e ai miti presenti nelle più diverse tradizioni culturali, per aiutare il lettore a scoprire chi è veramente, a liberarsi dalle catene di un'esistenza non conforme ai bisogni più autentici e a «correre» con il proprio Sé.
 Barbablù, La Piccola Fiammiferaia, Vassilissa, Il Brutto Anatroccolo... Fiabe udite durante l'infanzia e trasformate, in questo testo unico e ora ancora più chiaro e completo, in magiche suggestioni per crescere interiormente.

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 Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. Pochi sono gi antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l’ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dietro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.
 Clarissa Pinkola Estès – Prefazione a Donne che corrono coi lupi

sabato 25 febbraio 2012

Chiusa nell'angolo

Vi è mai successo di sentirvi chiusi in un angolo?
    credo che almeno una volta nella vita chiunque abbia provato questa sensazione.....
Senti di non avere via d'uscita e allora il respiro diventa faticoso, la gola si stringe e non riesci a pensare positivo.
 Il punto è che riconosco ormai questa sensazione e so che dall'angolo se ne esce per iniziare una nuova avventura, il cambiamento è prossimo....
     Mi è successo altre volte e dovrei sapere come fare ma perchè questa volta mi sembra più difficile?
Io non volevo questo cambiamento, un cambiamento si ma non di questo genere.

      Autocritica: dal momento che desideravo "un" cambiamento dovevo aspettarmi l'inaspettato, orientando il timone verso una nuova direzione tutta la prospettiva cambia e tutti coloro che la circondano assumono un aspetto diverso e subiscono a loro volta "un" cambiamento......non si può mai prevedere dove ci porta la nuova direzione e non si è mai completamente preparati.


Ora si tratta di attingere dalle proprie risorse, dalla propria creatività ed usare gli strumenti in nostro possesso per uscire fuori da quell'angolo e magari scoprire di avere nuove risorse e nuovi strumenti da utilizzare. Quì si tratta di capire davvero quanta autostima abbiamo accumulato nel corso della nostra vita perchè più ne abbiamo e meno saremo spaventati.
    Tutto cambia, compresi noi in quanto soggetti in continua evoluzione, tutto cambia nel momento in cui "tu" cambi, le persone intorno a te se ne accorgono e a volte subiscono il "tuo" cambiamento e a loro volta, può capitare, si sentiranno nel loro angolo, è un filo che unisce delle forze che s'innescano, che ti piaccia o meno devi farci i conti prima o poi e per quanto può sembrare in apparenza paradossale, siamo sempre noi a scegliere di cambiare.

martedì 21 febbraio 2012

La voce invisibile del vento (Clara Sánchez)

LA TRAMA
Spagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece.
Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori.
Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all'improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c'è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l'appartamento nel quale l'attendono il marito Félix e il figlio di pochi mesi. Prova a contattarli da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata. Tutto, intorno a lei, è così familiare eppure così stranamente irreale.
Tra le vie oscure e labirintiche c'è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l'aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c'è un uomo, un tipo affascinante, con la barba incolta e l'accento dell'Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. 
Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa, come ha appena scoperto anche Félix, che sta cercando in tutti i modi di riavere Julia con sé.
Ma la donna può affidarsi solo a sé stessa. Deve ascoltare il vento che continua a soffiare intorno a lei.
Deve capire cosa sta accadendo. 
Perché è lì, nel suo istinto di sopravvivenza, che può trovare finalmente la strada di casa.

Consigliatomi da un amico.....

domenica 19 febbraio 2012


.....Oggi sono ritornata nei luoghi dove sono cresciuta, un
 quartiere nella periferia di Torino .....
       quartiere popolare dove chi ci viveva portava con se' il
 marchio della "persona poco raccomandabile"....
    quartiere dove ho imparato a riconoscere il buono e il 
cattivo....
     quartiere dove ho imparato a scegliere...... 
in genere ci torno per andare a trovare i miei genitori e ci vado 
sempre in macchina, parcheggio nel solito posto e salgo a casa
 loro.

Questa mattina dovevo rinnovare la carta d'identità e ho scelto
 quell'ufficio anagrafico, lo stesso che ho utilizzato per fare
 la mia prima carta d'identità......

    Ho parcheggiato l'auto poco distante e ho deciso di camminare 
in mezzo a quei luoghi, ad un certo punto ho risentito gli odori
 e il profumo dei fiori e degli alberi, rivisto panchine, la mia
 vecchia scuola media e per una strana ragione, mi sono sentita a casa.
Per una serie di vicessitudini, ho traslocato tante volte nella
 mia vita, cambiando diversi quartieri, ma ho capito che quel 
quartiere è casa mia.

    Ho rivisto la mia infanzia e la mia adolescenza, quei luoghi
 mi hanno riportato alla memoria volti del passato ed un 
miscuglio di sensazioni sono riaffiorate, le persone avevano
 un'aria familiare ed ho sentito il mio cuore felice.

        Ho camminato lentamente e mi sono fermata al mercato per
 comprare dei pomodori, sono entrata in panetteria ed ho 
comperato il pane....tante cose sono cambiate....
       il quartiere è completamente rinnovato.....ma le 
sensazioni che si respirano sono le stesse, 
la gente semplice che non ti nega un sorriso o due parole, gruppi 
 di signore anziane che con le borse della spesa si fermano a
 chiacchierare tra loro...non mancano neanche le facce che ti
 scrutano perchè non ti riconoscono...in quel quartiere bene o
 male ci si conosce tutti, oggi come allora è come stare in un 
piccolo paese di provincia.

Tutto questo affluire di sensazioni ed emozioni, mi hanno 
riportato a quando ero solo "figlia" e mi hanno costretto ad una
 riflessione....il mio passato.
Tutto questo apparteneva al mio passato....l'essere solo "figlia"
 fa parte del mio passato....i miei genitori fanno parte del mio
 passato....Nel frattempo nuove persone hanno accompagnato il mio
 cammino, nuove sensazioni mi hanno fatto crescere...nuovi
 profumi....nuovi progetti....ma la mia casa è lì nel mio
 passato....perchè mai, bisogna dimenticare da dove si 
proviene...mai!!

     Oggi sono madre e per la prima volta in maniera consapevole,
 mi rendo conto che farò parte del passato di mia figlia....ma la
 cosa non mi rende triste anche se un po' di nostalgia nel
 pensarlo mi pervade...Però ne sono felice!!
Perchè è nel passato che ritrovi la tua casa....quella 
interiore....quella reale
e sono così orgogliosa di aver messo al mondo mia figlia perchè
   so' che anche lei un giorno si guarderà indietro e risentirà i
 profumi....e rivedrà i volti....e scoprirà la sua casa 
attraverso i ricordi che il tempo rende un po' sbiaditi ma che
 restano per sempre......e sono così fortunata ad essere 
diventata madre, perchè diversamente non avrei potuto arrivare a 
questa riflessione e.....riprendendo le parole del grande Khalil
 Gibran...."Tu sei l'arco che lancia i figli verso il 
domani......" io aggiungo.....che il domani è si un nuovo giorno,
   ma sempre il proseguimento del giorno prima....che ci da' lo 
spunto per riflettere...